Da sempre Venezia è stata sempre caratterizzata da una straordinaria “biodiversità religiosa e culturale”, un luogo inclusivo e sicuro tanto da far meritare alla Città l’epiteto di “La Serenissima”. Tale stabilità permetteva lo svolgimento di numerosi eventi e processioni, attraverso un intreccio inscindibile che abbinava il culto civico alle celebrazioni religiose; tali eventi coinvolgevano la Città e tutto il popolo, che partecipava sempre in modo corale.
Oggigiorno, in un mondo sempre più dominato da logiche divisive e guerrafondaie, “La Serenissima” Venezia ha l’opportunità di ripartire dal proprio Popolo e dalla propria cultura per proporsi nel mondo come luogo di incontro, di fede e di dialogo. L’evento “Via Crucis Venetiae”, ispirato alle storiche manifestazioni veneziane del Venerdì Santo, fonda nella dimensione religiosa l’inizio di un nuovo dialogo globale.
Venezia essere vivente capace di generare sempre nuovo valore.
Un percorso acqueo unico nel suo genere attraverso le stazioni della Via Crucis disposte direttamente sul Canal Grande tra Rialto e San Marco. Un evento lento, solenne e avvolto dal silenzio del corteo acqueo con sole barche a remi, presieduto da una caorlina con a bordo il Patriarca e il Sindaco di Venezia; in ognuna delle stazioni, viene recitato il testo della stazione [opzionale – e una preghiera assieme a un rappresentante di una diversa religione]. L’evento si conclude nella Basilica di San Marco, cuore della Città, con l’incontro tra le autorità religiose e politiche.
La trasmissione dell’evento è in diretta tv e social media per permetterne la visione in tutto il mondo; tale copertura dei media garantisce l’intera copertura dei costi dell’evento.
Ricreare una festa nata da un’idea di Veneziani e per i Veneziani per valorizzare il senso di comunità; allo stesso tempo, promuovere Venezia nel mondo come luogo di pace grazie al dialogo religioso e culturale.
Canal Grande chiuso al traffico da Rialto a San Marco; finale della manifestazione
nella Basilica di San Marco con le Autorità. Le stazioni della Via Crucis, in un numero variabile fino alle 14 come da tradizione, sono disposte direttamente sul Canal Grande e formate da un piccolo palco con uno stile minimale. Per valorizzare la tradizione artistica veneziana del vetro, in ogni stazione può essere presente, ad esempio, un pezzo unico di Marco Toso Borella, artista veneziano già autore dell’opera “Via Crucis” esposta nella Basilica dei Santi Maria e Donato di Murano.
Percorso acqueo da Rialto a San Marco riservato alle sole barche a remi, capitanato dalla caorlina con a bordo il Patriarca e il Sindaco; il corteo acqueo vede il coinvolgimento delle remiere locali e dei Veneziani attraverso le proprie barche a remi. Ogni barca ha un lumino uguale così da garantire la massima omogeneità visiva.
[Opzionale – In ognuna delle stazioni, il Patriarca incontra il rappresentante di una religione diversa per recitare il testo della stazione e una preghiera per la pace.]
• Durante il percorso acqueo: Patriarca, [opzionale – rappresentanti delle varie religioni,] remiere locali, parrocchie locali e parrocchiani, Veneziani con le proprie barche a remi.
• Durante la fase finale nella Basilica di San Marco: Patriarca, [opzionale – rappresentanti delle varie religioni,] autorità politiche e Veneziani.
Venezia essere vivente capace di generare sempre nuovo valore
Venezia come luogo per il dialogo e il confronto religioso e culturale
enfasi sui temi del moto ondoso e della tutela della Città
incremento del turismo di qualità durante le Festività Pasquali
promuovere la Città come luogo in costante cambiamento, capace di generare sempre nuovi e distintivi appuntamenti culturali.
creazione di una festa dedicata ai Veneziani che attinge alle loro radici culturali e religiose
enfasi sui temi del rispetto dell’ambiente, del moto ondoso e della tutela della Città
Il simbolo tipico della gondola, icona veneziana nel mondo
Il monogramma di Cristo utilizzato dai Cristiani durante le persecuzioni romane
L’alfa e omega, l’inizio e la fine di tutto
Un chiaro rimando a Cristo e alla Chiesa